venerdì 21 novembre 2014

L’EUROPA FINANZIA PROGETTI CONGIUNTI TRA IMPRESA E RICERCA - 80 miliardi di euro nei prossimi sette anni destinati in parte anche alle piccole e medie imprese.

I fondi saranno gestiti direttamente da Bruxelles. L’idea è quella di sostenere insieme le industrie e la ricerca. La ricerca, perché non resti circoscritta in ambito accademico. Le industrie, perché aiutino a trarre dagli studi di ricerca dei benefici tangibili per i cittadini, con un risvolto economico e sociale. Verrà premiato chi innova su scala europea, portando sul mercato servizi nuovi, ma anche incrementando e migliorando quelli che già esistono”.
I settori tecnologici sono diversi: dall’ICT, all’aerospaziale, dall’agroindustria al manifatturiero avanzato, dall’energia all’automotive.
Ad essere finanziata non sarà soltanto la ricerca di base: conteranno i risultati concreti, commercializzabili, e dunque anche i programmi di prototipazione e le dimostrazioni su larga scala. È questo lo spazio in cui s’inseriscono il mondo industriale e i privati.
Saranno premiate le partnership tra aziende ed enti dell’Unione europea, il cosiddetto paternariato transnazionale. Ma fondamentale sarà anche la multidisciplinarietà, per cui  anche le piccole e medie imprese che, pur rimanendo nello Stato in cui hanno sede, riusciranno a coinvolgere altre piccole e medie imprese, oppure, appunto, università e enti di ricerca. E talvolta persino i piani di lavoro presentati singolarmente.
“In particolare con lo Strumento PMI, uno schema di finanziamento pensato espressamente per le piccole e medie imprese, Horizon 2020 finanzierà fino a 50 mila euro a progetto per effettuare, in 6 mesi, le analisi di mercato necessarie a redigere un business plan, prima della proposta di mercato vera e propria”, spiega Carbone.
In questo quadro le prospettive per il Trentino sono ottime: “Nel dialogo tra industria e accademia il Polo della Meccatronica ha ottime chance. I ricercatori che si distaccheranno in un’azienda percepiranno una borsa di studio che in alcuni casi supererà di oltre il 50% le borse nazionali”. E non è tutto: “Non mancano certo, in Trentino, le aziende innovative. A loro dico: ancoratevi a Trento Rise, Fondazione Bruno Kessler, Create-Net, oltre che all’università, e scrivete progetti insieme. Conviene ad entrambi”.
C’è un altro settore cruciale: quello dell’ICT. “Le aziende che in vari modi si occupano di tecnologia dell’informazione e della comunicazione – continua Carbone – hanno molte possibilità, perché l’ICT permea molti settori del bando. Tra le smart cities, ad esempio, parlando di energia; o ancora nell’ambito salute, sia per la telemedicina, sia per la cyber security; ma anche nella cultura e nel sociale”.
Tutti aspetti che, precisa Carbone, sono poco conosciuti. “Per questo l’Apre – conclude – ha istituito i punti di contatto nazionali dove reperire informazioni rispetto a un bando un po’ complesso, ma ricco di opportunità”. Ulteriori informazioni su Horizon 2020 si possono trovare sul sito dell’Agenzia, all’indirizzo www.apre.it.
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