sabato 20 dicembre 2014

Bando Fast Track to Innovation (FTI) Pilot: 100 milioni di euro per progetti di innovazione tecnologica

Horizon 2020: a gennaio bando Fast Track to Innovation Pilot  -  E’ prevista per il 6 gennaio 2015 l’apertura del primo bando Fast Track to Innovation (FTI) Pilot, l’unica misura completamente bottom-up per attività innovative del programma Horizon 2020. Le risorse stanziate ammontano a 100 milioni di euro.

L’azione pilota FTI sostiene progetti d’innovazione dalla fase di dimostrazione fino alla diffusione sul mercato. Il bando è rivolto alle organizzazioni pubbliche e private degli Stati membri, che possono presentare progetti innovativi in qualsiasi settore di ricerca, utilizzando approcci transdisciplinari e intersettoriali.

I progetti devono rispondere alle sfide proposte dalle “Leadership in enabling and industrial technologies” (LEIT ), avere una forte ricaduta commerciale e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro.

A tal fine è obbligatorio il coinvolgimento dell’industria nelle singole proposte, che devono essere presentate da partenariati costituiti da un minimo di tre e un massimo di cinque soggetti giuridici indipendenti stabiliti in almeno tre diversi Stati membri o Paesi associati ad Horizon 2020.

I progetti devono includere un business plan che descriva:

il potenziale del mercato,
le opportunità di business per i partecipanti,
le misure per migliorare la probabilità di commercializzazione e di immissione sul mercato,
una strategia di commercializzazione credibile che identifichi i passi successivi, specificando altri eventuali soggetti da coinvolgere.
Il contributo Ue per le Università e le PMI è pari al 100% dei costi diretti ammissibili e al 25% dei costi indiretti. Per le grandi industrie il contributo è pari al 70% dei costi diretti e al 25% dei costi indiretti.

A livello indicativo la Commissione stanzierà per ogni progetto un contributo compreso tra 1 a 2 milioni di euro, fino ad un massimo di 3 milioni in caso di risultati eccezionali.

Le domande possono essere presentate dal 6 gennaio 2015 alle ore 17.00 (ora locale di Bruxelles) del 1° dicembre 2015, con le seguenti cut-off date di valutazione:

ore 17.00 (ora locale di Bruxelles) del 29 aprile 2015;
ore 17.00 (ora locale di Bruxelles) 1° settembre 2015.

http://www.fasi.biz/it/finanza/22-in-evidenza/11965-horizon-2020-a-gennaio-bando-fast-track-to-innovation-pilot.html

venerdì 12 dicembre 2014

Contributi in Emilia Romagna per innovazione tecnologica banda larga, ICT, informatizzazione strutture

A partire dal 16 dicembre prossimo sui siti della regione Emilia Romagnasarà disponibile la modulistica necessaria per presentare domanda di partecipazione al nuovo bando che punta sullo sviluppo dell’innovazione tecnologica, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della comunicazione, attraverso l’introduzione della Information and Communication Technology (ICT).Destinatarie del bando saranno le pmi che abbiano sede legale od operativa in una qualsiasi provincia dell’Emilia Romagna, purché gli interventi per i quali si richiede il contributo regionale venga effettuato sempre su sedi in Emilia Romagna.Le spese ammissibili al bando saranno quelle legate quindi a qualsiasi intervento che punti al miglioramento della comunicazione attraverso, ad esempio, l’uso della banda larga, ed al processo di informatizzazione delle proprie strutture. Sono ammesse al bando tutte le aziende (sempre piccole e medie imprese) che operino in un qualsiasi settore con la sola eccezione del settore agricolo, ortofrutticolo e relativo alla pesca.Il contributo permette di ottenere un contributo pari al 45% delle spese sostenute a partire dal 1 dicembre del 2014 e fino al termine dell’anno prossimo, purché tali spese non siano inferiori ai 20 mila euro (mentre la spesa massima ammessa è fissata in 50 mila euro). Le domande dovranno essere presentate dal 1 febbraio 2015, fino al 31 marzo del 2015 stesso.
CONTRIBUZIONI. E’ possibile portare il livello di contribuzione al 50% con un incremento del 5% riservato ad alcune categorie, ovvero nel caso dell’imprenditoria femminile o per le pmi che abbiano a capo una maggioranza di ultra 40enni. Una volta pronta la modulistica sarà disponibile sui siti: http://fesr.regione.emilia-romagna.it e http://imprese.regione.emilia-romagna.it.
Una soluzione che potrà essere utile anche a coloro che stanno cercando di puntare all’autoimpiego, visto le grandi difficoltà nel riuscire a trovare una stabile situazione lavorativa e considerato il fatto che persino nella pubblica amministrazione non ci sono più grandi tutele, come dimostra la pioggia di chiamate che giungono ai numeri Inpdap Milano, Roma, ecc.
L’EMILIA ROMAGNA. Oltre ad essere una Regione ricca di tantissime sfaccettature sui diversi piani economici e sociali, l’Emilia Romagna è diventata anche una delle realtà territoriali caratterizzate da una molteplicità di andature differenti. Colpisce ad esempio la grande differenza registrata sui risultati economici ottenuti dalle pmi nelle differenti province, ed allo stesso modo non possono lasciare indifferenti le differenze, anche piuttosto marcate, che sono state registrate sia sul trend del mercato degli immobili, che su quello dell’erogazione dei mutui.Riguardo a quest’ultimo aspetto Tecnocasa ha pubblicato l’andamento del secondo quadrimestre, considerando nel calcolo del volume di mutui erogati sono quelli di acquisto, escludendo quindi una delle voci che ad oggi pesano di più, ovvero quella dei mutui consolidamento, allo stesso tempo poco significativi per cercare di comprendere ‘evoluzione del mercato del mattone nel suo complesso. Il volume dei mutui erogati è in salita, fatta eccezione per Bologna dove c’è stato un vero e proprio crollo.
UN AUMENTO DELLE COMPRAVENDITE. A livello regionale si registra invece un aumento delle compravendite del 4,5% secondo i dati elaborati dall’Agenzia delle Entrate. Ma anche qui le sorprese non mancano, in quanto le Province dove le transazioni sono in positivo sono: Bologna e Parma con un +6,5%, un +13,2% di Reggio Emilia e il miglior risultato vantato da Modena con +16,9%. In negativo invece nelle altre Province.Deve però far riflettere anche un altro dato, ovvero quello sull’attività più o meno vivace che caratterizza il mercato immobiliare nelle differenti zone, dove ad esempio è Reggio Emilia ad avere un livello di attività più basso ed, allo stesso tempo, una media di mesi necessari per poter vendere l’immobile pari a 6,7 che, insieme a Piacenza, rimane tra le più ridotte. Invece nella provincia di Bologna, dove i mesi salgono a 9 (fa peggio solo Rimini con 9,3 mesi), si compensa attraverso una maggiore attività di ricerca e di publicizzazione degli immobili in vendita. Nelle altre zone la media dei mesi si concentra intorno ai 7,5 mesi.

Incentivi per 10 milioni di euro alle reti di impresa per ricerca e artigianato digitale

[#incentivieconomici][#innovazionetecnologica][#ricerca][#artigianatodigitale]
Gli incentivi alle reti di impresa per il 2015
Nella Legge di Stabilità 2015 nuovi incentivi per reti di impresa della Manifattura sostenibile e dell'Artigianato digitale: plafond, beneficiari e vincoli per l'ammissibilità.
La Legge di Stabilità 2015 introduce nuovi incentivi per le reti di imprese, in particolare per le aziende dei settori Manifattura sostenibile e Artigianato digitale che si uniscono con contratto di rete, in base ai commi 56 e 57 della Legge n. 147/2013 (Legge di Stabilità 2014). Tra le novità dei nuovi fondi spicca il vincolo per l’ammissibilità, che impone alle aggregazioni di essere composte da almeno 15 individui, oltre all’ampliamento della platea dei beneficiari che prevede ora anche l’inclusione delle reti soggetto.

Plafond e aggregazioni
La dotazione finanziaria per il 2015 viene innalzata a 10 milioni di euro rispetto ai 5 milioni del 2014. Le forme di aggregazione ammesse:

Associazioni temporanee di imprese (ATI);
Raggruppamenti temporanei di imprese (RTI);
Reti di impresa con soggettività giuridica e fornite di Partita IVA (reti soggetto).

Progetti
I progetti dovranno avere durata di almeno 2 anni ed essere svolti in collaborazione con istituti di ricerca pubblici, università e istituzioni scolastiche autonome pubbliche, finalizzati alla:

creazione di centri di sviluppo di software e hardware a codice sorgente aperto per la crescita e il trasferimento di conoscenze alle scuole, alla cittadinanza, agli artigiani e alle microimprese;
creazione di centri per l’incubazione di realtà innovative nel mondo dell’artigianato digitale;
creazione di centri per servizi di fabbricazione digitale rivolti ad artigiani e a microimprese;
messa a disposizione di tecnologie di fabbricazione digitale;
creazione di nuove realtà artigianali o reti manifatturiere incentrate sulle tecnologie di fabbricazione digitale.
Una volta approvata dal Senato, per la piena operatività dell’agevolazione sarà necessario un decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico. http://www.pmi.it/economia/finanziamenti/news/90329/gli-incentivi-alle-reti-impresa-per-2015.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+PMI.it&utm_content=11-12-2014+gli-incentivi-alle-reti-di-impresa-per-il-2015

Incentivi per imprese in banda larga - credito di imposta a valere su IRES e IRAP

Con l’entrata in vigore dello Sblocca Italia (D.L. n. 133/2014, convertito nella Legge n. 164/2014), sono diventate operative le agevolazioni concesse per realizzare reti a Banda Largaincentivi che consistono nella concessione di un credito di imposta a valere su IRES e IRAP, pari al 50% delle spese sostenute dalle imprese fino al 31 dicembre 2015. Si tratta di una grossa opportunità per operatori grandi e piccoli, spinti a investire soprattutto laddove il Digital Divide (aree bianche) incombe, a spese delle PMI locali. In pratica, un volano per stimolare la digitalizzazione del Paese portando sul mercato nuovi servizi digitali.

=> Incentivi Banda Larga: in vigore credito d’imposta 50%

Servizi di rete

  • Banda ultralarga a 30 Mbit/s: infrastrutture e tecnologie volti a erogare servizi di connettività con velocità di download di almeno 30 Mbit/s e upload di almeno 3 Mbit/s su una determinata area;
  • Banda ultralarga a 100 Mbit/s: download di almeno 100 Mbit/s e upload 10 Mbit/s;
  • Servizi di cui sopra con obbligo di copertura di tutti i potenziali utenti (residenziali, pubbliche amministrazioni, imprese) di una determinata zona con un fattore di contemporaneità di almeno il 50% della popolazione residente servita, assicurando la copertura di tutti gli edifici scolastici.

Beneficiari

Imprese che realizzano interventi infrastrutturali per i quali non sono previsti contributi pubblici a fondo perduto. Sono escluse quelle che operano nei territori in cui già esistono infrastrutture idonee ad assicurare il servizio di Banda Larga o vi sia già un fornitore di servizi di rete a Banda Ultralarga con caratteristiche eguali o superiori a quelle dell’intervento per il quale è richiesto il contributo.

=> Banda Larga: incentivi per PMI

Requisiti spese 

Interventi nuovi e aggiunti non già previsti per i piani industriali o finanziari o in altri idonei, che assicurano il servizio a Banda Larga per tutti i soggetti potenzialmente interessati insistenti nell’area considerata; obbiettivo di pubblico interesse previsto dall’Agenda Digitale Europea; completamento dell’investimento entro 2 anni o 3 se l’importo supera i 50 milioni di euro; costruzione di cavidotti, cavi in fibra ottica, armadi di terminazione ottica e tralicci.

Investimenti

  • Fino a 200mila euro nei Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti e completamento degli interventi entro 9 mesi dalla prenotazione sul sito predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico;
  • Da 1 milione di euro  nei Comuni con popolazione superiore a 10mila abitanti e completamento degli interventi entro 12 mesi dalla data prenotazione (per investimenti superiori a 10 milioni il termine è di 24 mesi; oltre 50 milioni di 30 mesi, assicurando la connessione a tutti gli edifici scolastici nell’area entro 12 mesi).

Prenotazione

Per accedere al credito di imposta è necessaria la prenotazione online sul sito del MiSE seguendo questo iter: trasmissione del progetto esecutivo firmato digitalmente – conformemente a quanto previsto dalla decisione della Commissione Europea C (2012) 9833 Final, del 18 dicembre 2012 – nei tre mesi successivi la prenotazione; invio di unacomunicazione certificata del collaudo tecnico dopo il completamento dell’intervento.

=> Gli incentivi al Digitale per le PMI

Il sito del MiSE pubblicherà la classificazione delle aree ai fini del Piano strategico Banda ultralarga in cui sono distinti gli interventi a 30 Mbit/s e a 100 Mbit/s.  Entro il 30 aprile 2015, inoltre, saranno indicate tutte le aree oggetto di intervento privato con richiesta di contributo e di tutte le aree bianche rimanenti.

Attuazione

Criteri e istruzioni per assicurare la sussistenza del carattere “nuovo e aggiuntivo” dell’intervento infrastrutturale proposto, modulazione delle aliquote del credito d’imposta, nonché il procedimento per la richiesta del beneficio e per l’individuazione da parte del CIPE del limite degli interventi agevolabili sono demandati ai decreti attuativi dello Sblocca Italia.
Per approfondimenti: Legge 164/2014.

Contributi a fondo perduto alle imprese di Piacenza per investimenti in banda larga entro il 28 febbraio

Incentivi Banda Larga alle PMI di Piacenza
Contributi a fondo perduto alle imprese di Piacenza per realizzare servizi di connettività a Banda Larga: domande entro il 28 febbraio 2015.

La Camera di Commercio di Piacenza stanzia nuovi incentivi alle imprese che realizzano investimenti per la diffusione della Banda Larga sul territorio: contributi a fondo perduto secondo quanto previsto dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003.


Incentivi Banda Larga
A beneficiare degli incentivi sono le microimprese e le PMI locali che promuovono l’attivazione di un servizio di connettività a banda ultra-larga con velocità pari almeno a 100Mbps simmetrici. I contributi possono coprire il 50% della spesa complessiva fino a un massimo di 5mila euro, tuttavia gli interventi devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2015.

Spese ammesse
Tra le spese ammesse al bando figurano:

attivazione del servizio (opere infrastrutturali e tecniche, installazione degli apparati necessari;
spese di canone del servizio per 12 mesi.
Domande
Le domande possono essere inviate fino al 28 febbraio 2015. I dettagli del bando e la modulistica sono disponibili sul sito della CCIAA di Piacenza.
http://www.pc.camcom.it/promozione/contributi/contributi-1/bando-incentivi-per-la-banda-ultralarga-e-la-connettivita-di-rete

http://www.pmi.it/tecnologia/infrastrutture-it/news/90371/incentivi-banda-larga-alle-pmi-piacenza.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+PMI.it&utm_content=12-12-2014+incentivi-banda-larga-alle-pmi-di-piacenza

martedì 9 dicembre 2014

Contributi per 800.000 euro per innovazioni tecnologiche nel settore industriale a Padova

“L’innovazione tecnologica continua ad essere in cima alle nostre priorità: è lo strumento numero uno per la ripresa” aveva detto il presidente della Camera di Commercio di Padova Fernando Ziliopresentando a inizio novembre il nuovo “Bando per la concessione di contributi a fondo perduto per l’innovazione tecnologica alle micro, piccole e medie imprese” della provincia di Padova, attuato dall’ente camerale padovano e valido per il 2014, mirando a promuovere ed incentivare la cultura dell’innovazione e lo sviluppo del sistema economico locale più in generale. 
Il bando è solo un primo tassello del nuovo progetto pluriennale “InnovaPMI” gestito direttamente dalla Camera di Commercio, che vedrà il proprio sviluppo nel triennio 2015-2017 puntando a mettere a sistema tutti gli attori del territorio che si occupano di sviluppo dell’innovazione con l’obiettivo operativo di supportare le imprese su un terreno complesso ma altrettanto inevitabile. 
Parole più che confermate dalla decisione di implementare il bando stesso, sino a triplicarne l’importo stanziato, alla luce del “boom” di domande pervenute via PEC (Posta Elettronica Certificata) all’ente camerale di piazza Insurrezione. 
Il bando infatti, che prevedeva la concessione di un contributo massimo per impresa pari a 5.000 euro come copertura sul 50% delle spese sostenute per interventi riguardanti sviluppo di siti web e strumenti ICT a supporto della vendita e della promozione on line, e la consulenza specialistica per innovazione di prodotto e di processo, era dotato di uno stanziamento iniziale pari a 250.000. 
Le 1.357 richieste di contributo pervenute in brevissimo tempo (mezz’ora dall’apertura del bando) hanno spinto la Camera di Commercio di Padova ad integrare immediatamente gli stanziamenti grazie all’utilizzo di fondi non utilizzati nel Preventivo 2014, portando così l’importo dei contributi disponibili dagli iniziali 250.000 a 802.000 euro. 
“L’innovazione è essenziale per permettere alle imprese padovane e venete di riposizionarsi negli scenari competitivi nazionali e internazionali. Con questo ulteriore stanziamento -sottolinea il presidente Zilio- potremmo aiutare un maggior numero di imprese locali che intendono investire in innovazione tecnologica e sviluppo dei propri siti web”. 
La graduatoria di selezione si è conclusa. A 175 imprese verrà erogato l’intero importo richiesto, mentread ulteriori 29 imprese verrà concesso un contributo parziale, per un totale di 204 imprese che possono sviluppare le proprie progettualità con l’incentivo messo a disposizione dalla Camera di Commercio.

http://www.impresacity.it/bandi/4576/padova-800-000-euro-per-l-innovazione-tecnologica-delle-imprese.html


Horizon Prizes - Incentivi economici dall'Europa per stimolare l'innovazione

#incentivieconomici #HorizonPrizes: presto il lancio dei concorsi per stimolare l’innovazione in Europa
Gli Horizon prizes offrono una ricompensa in denaro a chiunque possa efficacemente rispondere una sfida definita. L’obiettivo è quello di stimolare l’innovazione e trovare soluzioni a problemi che sono importanti per i cittadini europei.

Settore Innovazione Programma Horizon 2020 Base giuridica Regolamento Ue n. 1291/2013 Invito a presentare progetti pubblicato sulla Guue NO Settori di attività I Premi di Horizon funzionano nella seguente maniera: • prima viene definita una sfida tecnologica o sociale, per la quale nessuna soluzione è ancora stata trovata; • viene promesso un premio per la soluzione innovativa fornita; • i criteri di aggiudicazione danno informazioni su ciò che la soluzione deve essere in grado di dimostrare; • i mezzi per raggiungere la soluzione non sono prescritti, lasciando i candidati totalmente liberi di trovare la soluzione più promettente ed efficace. Essi rappresentano un modo collaudato per sostenere ed accelerare il cambiamento nel mondo e sono diventati un importante driver per l’innovazione nei settori pubblico, privato e filantropico in tutto il mondo.

http://www.finanziamentinews.it/article/04237/horizon-prizes-presto-lancio-concorsi-stimolare-linnovazione-europa

400 mln di euro lo stanziamento del MiSE per il Fondo Crescita Sostenibile: i due nuovi bandi per progetti di R&S, settore ICT e industria sostenibile.

Al via i due nuovi Bandi del Ministero dell’Economia e delle Finanze che concedono incentivi alle imprese che investono in Ricerca & Sviluppo nel settore ICT e nell’Industria sostenibile.

Horizon 2020

I due interventi che si inseriscono nell’ambito dell’iniziativa Horizon 2020 sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale: la n. 282/2014 e n. 283/2014 rispettivamente, a breve il Direttore generale per gli incentivi alle imprese dovrà definire con appositi provvedimenti gli schemi delle istanze preliminari di accesso alle agevolazioni, le modalità di applicazione dei criteri di valutazione indicati nei bandi e i termini per la presentazione delle istanze stesse. In totale vengono stanziati 400 milioni di euro nelFondo per la crescita sostenibile, ovvero per la promozione di progetti di grandi dimensioni per ricerca, sviluppo e innovazione ed il rafforzamento della struttura produttiva. Entrambi i bandi sono aperti a imprese di qualsiasi dimensione purché investano tra i 5 e 40 milioni in progetti di durata non superiore a 36 mesi.

=> Bando UE Ricerca e Sviluppo: al via incentivi Horizon

Bando ICT-Agenda digitale

Il Fondo volto a finanziare la crescita sostenibile e la promozione di grandi progetti di ricerca e sviluppo nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione elettroniche (ICT), coerenti con l’Agenda digitale italiana fa riferimento al decreto ministeriale del 15 ottobre 2014. L’obiettivo è quello di dare impulso allo sviluppo e alla diffusione di Internet veloce e delle Tecnologie Abilitanti definite dal Programma quadro comunitario “Horizon 2020” (tra cui nanoelettronica, open data, cyber security, Internet delle cose) così da ottenere adeguate e concrete ricadute su determinati settori applicativi (mobilità, cultura e turismo, fabbrica intelligente ecc). Per il Bando ICT-Agenda digitale sono stati stanziati 150 milioni di euro.

=> Bandi Horizon 2020: proroga Fondo Crescita Sostenibile

Bando Industria sostenibile

Il Bando per l’Industria sostenibile si pone invece l’obiettivo di promuovere un’economia più competitiva ed efficiente sotto il profilo delle risorse, puntando sulla Green Economy e sulle Tecnologie Abilitanti Fondamentali definite nel Programma “Orizzonte 2020” – tra le quali nanoelettronica, open data, cyber security, Internet delle cose – con adeguate e concrete ricadute su determinati settori applicativi (mobilità, cultura e turismo, fabbrica intelligente ecc). Per il Bando Industria sostenibile sono stati stanziati 250 milioni di euro. (Fonte: MiSE).

domenica 7 dicembre 2014

Contributi per 250 milioni da Horizon 2020 per l'industria sostenibile: - processi e impianti industriali;- trasporti su superficie e su via d’acqua; - aerospazio; - TLC; - tecnologie energetiche; - costruzioni eco-sostenibili; - tecnologie ambientali

Il Ministero dello Sviluppo Economico mette a disposizione 250 milioni di euro, a valere sul fondo FCS (Fondo per la Crescita Sostenibile), per supportare progetti di ricerca e sviluppo nel settore della industria sostenibile.

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 5 dicembre 2014 il decreto 15 ottobre 2014 del Ministero dello Sviluppo economico, che promuove progetti di ricerca e sviluppo nel settore della c.d. industria sostenibile.
La dotazione finanziaria, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile, è di 250 milioni di euro.
In particolare, il bando finanzia progetti di ricerca di rilevanti dimensioni (di importo compreso tra 5 e 40 milioni di euro) nell’ambito delle seguenti tematiche rilevanti per l’industria sostenibile:
- processi e impianti industriali;
- trasporti su superficie e su via d’acqua;
- aerospazio;
- TLC;
- tecnologie energetiche;
- costruzioni eco-sostenibili;
- tecnologie ambientali;
Con successivi provvedimenti, il Direttore generale per gli incentivi alle imprese definirà gli schemi delle istanze preliminari di accesso alle agevolazioni, le modalità di applicazione dei criteri di valutazione indicati nei bandi e stabilirà i termini per la presentazione delle istanze stesse.


venerdì 5 dicembre 2014

Contributi per 150 milioni di euro per progetti inerenti all'agenda digitale - Horizon 2020

Horizon 2020, in arrivo altri 400 milioni di euro nel Fondo per la crescita sostenibile per la ricerca e lo sviluppo dell’Agenda Digitale.

Con il decreto Mise del 10 ottobre 2014, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, in arrivo altri 400 milioni di euro nel Fondo per la crescita sostenibile per la promozione di progetti di grandi dimensioni per ricerca, sviluppo e innovazione e al rafforzamento della struttura produttiva.

Della somma erogata,  150 milioni di euro andranno a finanziare il bando ICT-Agenda digitale e 250 milioni di euro quello per l’Industria sostenibile.

Per decollare, i due bandi dovranno attendere la costituzione di un Comitato di 5 componenti (nominato dal Mise), al quale si dovrà inviare l’istanza preliminare.


Il primo bando, adottato con decreto ministeriale 15 ottobre 2014, pubblicato nella “Gazzetta Ufficiale” n. 282 del 4 dicembre 2014, ha lo scopo di sostenere progetti in grado di esercitare un significativo impatto sullo sviluppo del sistema produttivo e dell’economia del Paese, grazie a un mercato digitale unico basato su Internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili e sviluppando specifiche Tecnologie Abilitanti, nell’ambito di quelle definite dal Programma quadro comunitario “Orizzonte 2020”, con adeguate e concrete ricadute su determinati settori applicativi (ICT).

Il secondo bando, adottato con decreto ministeriale 15 ottobre 2014, pubblicato oggi in Gazzetta, riguarda progetti finalizzati a perseguire un obiettivo di crescita sostenibile, per promuovere un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva, che, utilizzando le Tecnologie Abilitanti Fondamentali, anch’esse definite nel Programma “Orizzonte 2020”, si sviluppano nell’ambito di specifiche Tematiche rilevanti, caratterizzate da maggiore contenuto tecnologico, più rapido impatto sulla competitività e più immediate applicazioni industriali (Industria sostenibile).

Le modalità di fruizione sono affidati a successivi provvedimenti.

Entrambi i bandi sono aperti a imprese di ogni dimensione, in particolare a quelle medie e grandi, visto che la taglia degli investimenti richiesti è compresa fra 5 e 40 milioni di euro. (P.A.)


mercoledì 3 dicembre 2014

Il mercato globale di Internet of Everything (IoE) è destinato a crescere dai 2.200 miliardi di euro del 2014 ai 5.200 miliardi di euro del 2018.

Internet delle «tante cose diverse» è in pieno boom: entro il 2018 si attesteranno a 25 miliardi i dispositivi connessi per un mercato globale del valore di 5.200 miliardi di euro.

Lo riporta Avvenia(www.avvenia.com), azienda specializzata in efficienza energetica, secondo la quale nell'arco dei prossimi anni lo sviluppo diInternet of Everything (IoE)comporterà ancora nuovi progressi, dagli elettrodomestici che ottimizzano l'impegno di energia agli impianti di produzione che scambiano dati con i manufatti, fino ai semafori che si sincronizzano per far passare  un mezzo di soccorso.

«Le imprese hanno compreso il potenziale di Internet of Everything anche in termini di recupero di efficienza energetica e i consumatori sono attratti dalle nuove applicazioni per semplificare le attività quotidiane, informarsi e divertirsi. Così, dopo diversi anni di transizione, IoE è pronto a dispiegare le sue enormi potenzialità con soluzioni creative per dare vita a nuove modalità di connessioni delle "cose"» commentano gli esperti di Avvenia.

Se il 2014 è stato un anno di crescita delle applicazioni più consolidate (+22% rispetto all'anno precedente), nei prossimi anni nuove aree saranno conquistate daInternet of Everything, creando ancora nuove opportunità di business.

Secondo Avvenia a crescere in maniera più rilevante saranno sia le connessioni attraverso la quale gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza artificiale (Internet of Things) che le connessioni dati con nuovi tipi di dispositivi che hanno già oggi iniziato a creare un volume di dati così grande e complesso (Big Data) da richiedere strumenti differenti da quelli tradizionali per trattare questa enorme quantità di informazioni.

http://www.alternativasostenibile.it/articolo/web-economy-ioe-in-crescita-a-5-200-miliardi-nel-2018-.html

martedì 2 dicembre 2014

La rivoluzione che sta cambiando l'Italia: l'economia digitale

Old vs New Economy? No, solo economia digitale!


Registrati
La rivoluzione che sta cambiando l'Italia
4 dicembre 2014 ore 09.45 - 13.00
Roma Eventi Piazza di Spagna, via Alibert, 5A - Roma

AGENDA
09.45Registrazione e Welcome coffee
10.00Saluto di Benvenuto
 Gildo Campesato, Direttore CorCom, il Giornale dell'Economia Digitale e dell'Innovazione
10.15Lo scenario dell'economia digitale in Italia
 Andrea RangoneCoordinatore Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano
10.45Interviene
 Alessandra PoggianiDirettore Generale, Agenzia per l'Italia Digitale
11.00Tavola rotonda - Quello che l'innovazione digitale può fare
 Marco Barra CaraccioloHead of ICT Italy, ENEL
 Fabio CannavaleChairman, Bravofly Rumbo Group
 Luigi CapelloCEO, LVenture Group
 Roberto Ferrari, Direttore Generale, CheBanca!
 Carlo MaiocchiCorporate Division Director, SIA
 Vito PerroneSenior Director Ecommerce, Venere-Expedia
 Stefano PortuFounder, DoveConviene
 Pierluigi SimonettaConsigliere delegato, Qui Group e AD, Paybay
 Fabio SpoletiniCountry Leader, Oracle Italia
 Carlo TagliaferriPresidente, Selta
 modera: Mila FiordalisiCaporedattore, CorCom
12.45Intervento di chiusura
 Paolo BarberisConsigliere per l'innovazione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi
intervistato da Gildo Campesato
13.00Lunch

http://www.corrierecomunicazioni.it/eventi/30475_old-vs-new-economy-no-solo-economia-digitale.htm
 

domenica 30 novembre 2014

Il mercato miliardario dell'internet of things è in fase di pieno sviluppo, e con esso l'indotto derivante dall'evoluzione dell'industry 4.0 pronto al suo pieno avvio anche in Italia

La Internet of Things è pronta al decollo: se il 2013 è stato un anno di passaggio, con una crescita delle applicazioni più consolidate (dalla Connected car ai primi progetti di Smart city), nei prossimi anni nuove aree saranno conquistate dal paradigma dell'IoT portando più servizi, creando opportunità di business per i fornitori di tecnologie (sensori, servizi, piattaforme, analytics) e ponendo una sfida alle reti mobili che dovranno far fronte a un traffico dati senza precedenti. "In Italia c'è un diffuso interesse per lo sviluppo di servizi legati a smart device, per la capacità di generare valore dai dati, dall'automazione alla gestione delle transazioni", sottolinea Massimo Morielli, Managing Director di Accenture Digital. Con una spinta: "Iniziative come ilDigital Ecosystem EO15 per l'Expo di Milano, che mirano alla creazione di un ecosistema digitale in grado di rendere accessibili servizi esposti dalle amministrazioni pubbliche, fondamentali per lo sviluppo delle Smart City, rappresentano uno dei più promettenti ambiti di diffusione dell'IoT".
Che l'Italia stia premendo sull'acceleratore viene dimostrato anche dall'ultimo report di Idc. A livello globale, il mercato associato all’Internet delle cose crescerà dai 1.900 miliardi di dollari del 2013 ai 4.600 miliardi del 2018, con un Cagr del 19%, e la base installata dei sensori crescerà da 9 miliardi di unità a 22 miliardi. Ma l'Europa occidentale cresce con tassi superiori alla media mondiale e l'Italia avanza un po' più velocemente rispetto ai principali Paesi europei, grazie alla forte domanda di soluzioni orientate all’efficienza, al recupero di competitività del sistema produttivo e alla salvaguardia dell’ambiente, come sottolinea Daniela Rao, Tlc Research & Consulting Director di Idc Italia. "Le imprese hanno compreso il potenziale in termini di recupero di efficienza dell'IoT, i consumatori sono attratti dalle nuove applicazioni che semplificano la vita e offrono spunti per diveritirsi, informarsi, spostarsi e gestire la salute e gli economics". In Italia si prevedono 7 milioni di Sim M2M a fine 2014: "Finalmente, dopo un lungo periodo di incubazione, affrontiamo la fase di sviluppo", osserva la Rao. "Le aspettative degli anni passati non si sono ancora realizzate, ma ora sono sempre di più i player che hanno compreso il potenziale di mercato dell'M2M e dei suoi ambiti applicativi".
Tra questi, in Italia primeggiano le applicazioni per le Connected car, insieme a quelle per Asset & Fleet Management, per il monitoraggio di veicoli, apparecchi e impianti tecnologici, sia per aziende private che in ambito Smart city. A spingere l'adozione, secondo Idc, sono soprattutto le grandi aziende, ma non va sottovalutato l'apporto di maker e start-up da cui, secondo un'altra società di ricerche, Gartner, arriverà il 50% delle soluzioni IoT fino al 2017. Soluzioni di nicchia, che risolvono piccoli problemi quotidiani e hanno una forte utilità concreta percepita. La sfida per le grandi aziende sarà guardare all'innovazione nell'ambito di maker e innovatori e portarla nelle loro organizzazioni, con acquisizioni o alleanze. "I processi di sviluppo all'interno delle grandi imprese possono essere lenti e pesanti, mentre maker e start-up corrono in avanti", sottolinea Pete Basiliere, research vice president di Gartner. "Non solo spingeranno l'adozione consumer ed enterprise ma anche la creazione di soluzioni creative che le grandi imprese non vedono: sarà un'Internet of Very Different Things".
Ma perché quest'Internet delle "tante cose diverse" diventi realtà in Italia manca un elemento chiave, secondo Raffaele Giaffreda, IoT Research Head di Create-Net: "La volontà politica centrale di investire e realizzare progetti su scala nazionale". Un altro ostacolo è che non tutte le aziende italiane, specialmente le pmi, sono pronte con un'offerta IoT, che richiede una vision di lungo periodo. Infine, c'è il nodo delle reti: "L'IoT può sovraccaricare le reti di accesso cellulare perché i sensori e gli oggetti la usano in modo inefficiente", nota Giaffreda. "La rete cellulare così come esiste oggi è stata progettata per comunicazioni tra persone, non tra macchine: occorrerà mettere a punto protocolli di comunicazioni più orientati all'M2M". Un'evoluzione è da prevedere anche nelle regole che governeranno le questioni di sicurezza e privacy: "La direzione verso cui si sta lavorando è quella della trasparenza", nota Giaffreda: "informare l'utente sull'utilizzo e trattamento dei suoi dati, chiedendo sempre prima il suo consenso".
Il settore metalmeccanico uno dei più colpiti dalla crisi ma pronto per ripartire. "Per un Rinascimento industiale" Senza il settore metalmeccanico non ci può essere ripresa economica. E’ partita da questa certezza l’indagine congiunturale trimestrale sull’industria metalmeccanica, una voce che in tutta Italia contribuisce per l’8% alla formazione del Prodotto Interno Lordo fatturando circa 400 miliardi di euro. In provincia di Alessandria questo comparto contra circa 12 mila addetti e rappresenta circa il 35% del fatturato di tutto il settore manifatturiero. Anche per il distretto metalmeccanico spartiacque la crisi del 2009 è stata uno spartiacque: da allora nel nostro territorio la produzione ha arrancato rispetto alla media generale, nell’ultimo trimestre è stata registrata l’interruzione della crescita degli ordini, trainati però dalla richiesta dall’estero. Emblematici i dati sulla cassa integrazione in provincia: da gennaio a settembre 2014, ad esempio, l’incidenza della cassa ordinaria è superiore proprio nel settore meccanico rispetto al dato complessivo. Un aumento ancora maggiore per la cassa straordinaria, nel 2014 addirittura superiore a quella ordinaria. In provincia il 30% delle aziende del settore ha fatto richiesta di questi ammortizzatori sociali. “Molte aziende metalmeccaniche hanno poi fatto ricorso ai contratti di solidarietà per salvaguardare le professionalità interne” ha sottolineato il direttore di Confindustria Alessandria, Fabrizio Riva. 
"Dobbiamo lavorare su tre fattori di rilancio" ha dichiarato Riccardo Benso, presidente della Albasider Spa di Villalvernia "la domanda interna, che non deve essere ulteriormente depressa e anzi deve essere risollevata con maggiori investimenti; un mercato del lavoro efficiente ed inclusivo in un sistema che stimoli la partecipazione e la produttività; “Industry 4.0”, la nuova rivoluzione industriale, che trasformerà, nei prossimi anni, i nostri mercati, le nostre produzioni e le nostre aziende. Dobbiamo liberare l’impresa per il Rinascimento dell’industria che significa liberare la fiducia con nuove istituzioni e nuove regole, liberando le risorse per nuovi investimenti pubblici e privati, liberando l’ingegno verso la nuova industria 4.0, liberando il lavoro con un pensiero nuovo, libero da pregiudizi." 
- See more at: http://www.radiogold.it/notizie/5-cronaca/69056-il-settore-metalmeccanico-uno-dei-piu-colpiti-dalla-crisi-ma-pronto-per-ripartire-per-un-rinascimento-industiale#sthash.g8hZobW7.dpuf

lunedì 24 novembre 2014

Voucher IT fino a 10mila euro per la digitalizzazione delle PMI

Pronti i Voucher IT fino a 10mila euro per la digitalizzazione delle PMI: il decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, mentre per l’operatività resta solo da attendere il modulo di domanda. La norma di riferimento è l’articolo 6, comma 1 del decreto legge 145/2013 (Destinazione Italia), convertito con modificazioni dalla legge 9/2014. Il nuovo decreto ministeriale dello Sviluppo Economico stabilisce lo schema standard di bando e le regole operative per il bonus finalizzato ad acquistareSoftwareHardware e Servizi.

=> Voucher IT: ecco le regole per fare richiesta

Spese ammesse

L’azienda beneficiaria può dunque effettuare acquisti e investimenti in prodotti hardware e software, servizi di consulenza, soluzioni legate a infrastrutture digitali (banda larga e ultra-larga), percorsi di formazione del personale. Il contributo economico riservato alle PMI deve però essere destinato all’acquisto di prodotti o servizi con una delle seguenti finalità:
  • miglioramento dell’efficienza aziendale,
  • modernizzazione del lavoro tramite uso di strumenti tecnologici e forme di flessibilità (es.: telelavoro),
  • sviluppo di soluzioni di e-Commerce,
  • connettività a banda larga e ultralarga,
  • collegamento Internet con tecnologia satellitare, decoder e parabole nelle aree in condizioni geomorfologiche che non consentono l’accesso a reti terrestri,
  • formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Domanda

La piccola o media impresa deve presentare istanza  di incentivo al Ministero dello Sviluppo Economico, che comunicherà con successivo provvedimento le date del periodo di prestazione. La misura è finanziata con 100 milioni di euro ripartiti fra le PMI richiedenti fino a esaurimento risorse. I Voucher saranno spendibili soltanto dopo l’erogazione del contributo (non si tratta dunque di un rimborso spese, ma di un vero e proprio “buono d’acquisto”).

Requisiti di ammissione

Per accedere all’agevolazione le PMI devono possedere determinati requisiti, elencati nell’articolo 5 del decreto ministeriale:
  • qualificarsi come micro, piccola o media impresa;
  • non rientrare nei settori esclusi dall’articolo 1 del Regolamento UE 1407/2013: pesca e acquacoltura, agricoltura, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, esportazione;
  • avere sede in Italia ed essere iscritte al Registro delle Imprese;
  • non essere in stato di procedura concorsuale, fallimento, liquidazione anche volontaria, amministrazione controllata, concordato preventivo o in  qualsiasi altra situazione equivalente;
  • non aver ricevuto altri contributi pubblici per le spese oggetto della concessione dei Voucher;
  • non aver ricevuto aiuti sui quali pende un ordine di recupero.

sabato 22 novembre 2014

5 milioni di euro le risorse per supportare progetti transnazionali di innovazione industriale in tutti i campi applicativi delle biotecnologie.

Ammontano a 5 milioni di euro le risorse a valere sul fondo FCS (Fondo per la Crescita Sostenibile), per supportare progetti transnazionali di innovazione industriale in tutti i campi applicativi delle biotecnologie.

EuroTransBio (ETB) è una rete di agenzie nazionali che coordinano i loro sforzi per il lancio di inviti annuali a favore dello sviluppo di progetti nel settore delle moderne biotecnologie. La rete nasce come iniziativa ERA-NET nel 2004 ed è stata sostenuta dalla Commissione Europea dal 6PQ e dal 7PQ. Dal 2013, ETB opera autonomamente, vale a dire senza finanziamenti europei. La missione di ETB è favorire la competitività dell'industria biotecnologica europea sostenendo la ricerca delle PMI e dei loro partner strategici (grandi industrie, organizzazioni di ricerca / università pubbliche e private) . Di fatto ETB incoraggia la collaborazione internazionale tra partner europei e non europei. I paesi coinvolti nella rete sono: Austria Belgio, Finlandia ( Alsazia); Germania, Italia, Russia, Spagna (Paesi Baschi). ETB si concentra sul sostegno alle PMI attraverso il finanziamento di progetti transnazionali.

venerdì 21 novembre 2014

Per far crescere l'economia italiana è necessario investire in tecnologia: l'analisi di EMC

Senza tecnologia non c’è crescita: un’analisi di EMC
Le aziende italiane contattate da EMC affermano che la crescita del business è direttamente legata alla leva tecnologica

Nell’occasione del recente Forum milanese, EMC ha diffuso un’analisi sull’impatto dei nuovi trend tecnologici (cloud, mobile, social e Big Data) nella percezione delle aziende italiane.
decision maker italiani sono stati invitati a esprimersi nei confronti della tecnologia come leva per lo sviluppo di processi efficaci in grado di creare interazione e connessione con i propri clienti.
Secondo i dati dell’analisi, il 62% degli intervistati concorda sul fatto che la tecnologia sia un elemento chiave per la crescita del business . In questo contesto, il 74% del panel dichiara che all’interno delle proprie aziende c’è già la consapevolezza del ruolo dell’automazione all’interno del processo di sviluppo e il 50% afferma di fare leva sull’elemento tecnologico per trovare nuovi clienti.
emctab2
Nella ricerca si esprime fiducia nel fatto che la propria azienda disponga di competenze adeguate per portare avanti le priorità di business, Ma un rilevante 73% pensa che queste stesse competenze non riusciranno a tenere il passo dell’innovazione già nei prossimi 1-2 anni. Tuttavia i CIO affermano di aver già intrapreso progetti di sviluppo in ambito cloud, mobile, sociale e Big Data per velocizzare il business e migliorare l’efficienza (48%), creare nuovi prodotti e servizi (41%) e migliorare la customer experience (33%).
Nel commentare i dati dell’inchiesta Marco Fanizzi, Amministratore Delegato di EMC Italia, esprime la sua fiducia in una realtà italiana in cui “le aziende di qualsiasi settore stanno reinventando il proprio business model per gestire livelli di accesso e di interazione senza precedenti. L’Information Technology nelle aziende si sta finalmente trasformando da centro di costo a elemento chiave per il cambiamento e la competitività.”


Come potenziare l'industria italiana: Stampa 3D & 3D Scanning, Internet delle Cose, Social Manufacturing, Realtà Aumentata, Realtà Virtuale, Intelligenza Artificiale & Robotica, Nanotecnologie & Materiali avanzati

I ricercatori dell'Università degli Studi di Brescia, con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e il supporto di Siemens Plm Software, hanno valutato la conoscenza e l'impiego reale di sette tecnologie digitali, in grado di modificare, in maniera sostanziale, processi/prodotti/modelli di business: Stampa 3D & 3D Scanning, Internet delle Cose, Social Manufacturing, Realtà Aumentata, Realtà Virtuale, Intelligenza Artificiale & Robotica, Nanotecnologie & Materiali avanzati. Secondo la ricerca “Digital Manufacturing - i numeri del cambiamento tra opportunità e minacce”, promossa dal Laboratorio sul Supply Chain & Service Management (Scsm) dell'Università degli Studi di Brescia, la maggioranza delle imprese italiane analizzate non sta utilizzando nessuna di queste tecnologie, solo il 35% delle aziende sta implementando (almeno) una delle tecnologie indagate. Scendendo nel dettaglio della ricerca emerge come la stampa 3D sia conosciuta da oltre il 70% delle realtà coinvolte, così come l'Internet delle Cose (IoT) è apparentemente nota ad oltre la metà dei soggetti. In realtà la comprensione è superficiale e ben lontana da una reale implementazione nei processi produttivi. Basti pensare che solo il 30% delle aziende dichiara di possedere una conoscenza approfondita della stampa 3D e solo il 5% conosce bene l'IoT. 
Le cose non vanno molto meglio per la altre tecnologie, praticamente sconosciute a circa il 70% delle aziende manifatturiere italiane. In valore peggiore, in particolare, è quello ottenuto dalle nanotecnologie, note solo al 15% dei soggetti intervistati. 

L’EUROPA FINANZIA PROGETTI CONGIUNTI TRA IMPRESA E RICERCA - 80 miliardi di euro nei prossimi sette anni destinati in parte anche alle piccole e medie imprese.

I fondi saranno gestiti direttamente da Bruxelles. L’idea è quella di sostenere insieme le industrie e la ricerca. La ricerca, perché non resti circoscritta in ambito accademico. Le industrie, perché aiutino a trarre dagli studi di ricerca dei benefici tangibili per i cittadini, con un risvolto economico e sociale. Verrà premiato chi innova su scala europea, portando sul mercato servizi nuovi, ma anche incrementando e migliorando quelli che già esistono”.
I settori tecnologici sono diversi: dall’ICT, all’aerospaziale, dall’agroindustria al manifatturiero avanzato, dall’energia all’automotive.
Ad essere finanziata non sarà soltanto la ricerca di base: conteranno i risultati concreti, commercializzabili, e dunque anche i programmi di prototipazione e le dimostrazioni su larga scala. È questo lo spazio in cui s’inseriscono il mondo industriale e i privati.
Saranno premiate le partnership tra aziende ed enti dell’Unione europea, il cosiddetto paternariato transnazionale. Ma fondamentale sarà anche la multidisciplinarietà, per cui  anche le piccole e medie imprese che, pur rimanendo nello Stato in cui hanno sede, riusciranno a coinvolgere altre piccole e medie imprese, oppure, appunto, università e enti di ricerca. E talvolta persino i piani di lavoro presentati singolarmente.
“In particolare con lo Strumento PMI, uno schema di finanziamento pensato espressamente per le piccole e medie imprese, Horizon 2020 finanzierà fino a 50 mila euro a progetto per effettuare, in 6 mesi, le analisi di mercato necessarie a redigere un business plan, prima della proposta di mercato vera e propria”, spiega Carbone.
In questo quadro le prospettive per il Trentino sono ottime: “Nel dialogo tra industria e accademia il Polo della Meccatronica ha ottime chance. I ricercatori che si distaccheranno in un’azienda percepiranno una borsa di studio che in alcuni casi supererà di oltre il 50% le borse nazionali”. E non è tutto: “Non mancano certo, in Trentino, le aziende innovative. A loro dico: ancoratevi a Trento Rise, Fondazione Bruno Kessler, Create-Net, oltre che all’università, e scrivete progetti insieme. Conviene ad entrambi”.
C’è un altro settore cruciale: quello dell’ICT. “Le aziende che in vari modi si occupano di tecnologia dell’informazione e della comunicazione – continua Carbone – hanno molte possibilità, perché l’ICT permea molti settori del bando. Tra le smart cities, ad esempio, parlando di energia; o ancora nell’ambito salute, sia per la telemedicina, sia per la cyber security; ma anche nella cultura e nel sociale”.
Tutti aspetti che, precisa Carbone, sono poco conosciuti. “Per questo l’Apre – conclude – ha istituito i punti di contatto nazionali dove reperire informazioni rispetto a un bando un po’ complesso, ma ricco di opportunità”. Ulteriori informazioni su Horizon 2020 si possono trovare sul sito dell’Agenzia, all’indirizzo www.apre.it.
- See more at: http://www.secolo-trentino.com/archives/16049#sthash.xd4iUtsq.dpuf