venerdì 8 gennaio 2016

Piano digitale socio-imprenditoriale nazionale (proposta) Industria 4.0 agenda digitale italiana sviluppo economico

Considerando la forte resistenza politica allo sviluppo dell'agenda digitale italiana* e l'elevato "digital divide" che causano rallentamento dello sviluppo economico-sociale dell'Italia e quindi al miglioramento della qualità di vita dei cittadini,
risultando l'Italia, nel contesto dei rapporti economico-sociali  internazionali con gli altri popoli europei, disfunzionale, nociva ai processi organizzativi dell'Unione Europea a causa del "ritardo digitale-economico" dell'Italia rispetto agli altri popoli europei**,
a meno di una rimodulazione immediata delle dinamiche politiche da parte del Governo in carica favorevoli ad un rapido sviluppo dell'agenda digitale italiana o di un eventuale commissariamento del Governo italiano da parte delle Istituzioni Europee conseguenziali all'applicazione dei trattati sull'unione europea funzionali all'implementazione rapida delle politiche economiche necessarie allo sviluppo dell'agenda digitale italiana,
una ulteriore soluzione al problema evidenziato consisterebbe in una presa di posizione collettiva dei cittadini italiani nell'ambito delle loro attività imprenditoriali e private volte alla definizione comune di un piano nazionale per l'attuazione dell'agenda digitale italiana, di cui si dà una sintetica descrizione orientativa da perfezionarsi nell'ambito degli accordi eventuali tra i soggetti interessati a questa proposta:



Cittadini e imprenditori possono elaborare un "piano digitale imprenditoriale-sociale nazionale" (per lo sviluppo sinergico di startup innovative e riconversione delle pmi al modello industria 4.0) basato sull'agenda digitale italiana (come base orientativa), anche senza l'intervento del Governo, nel rispetto della Costituzione italiana e dei trattati sull'Unione Europea,
e successivamente operare un'influenza politica sui processi del Governo e delle amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) mediante disegni di legge popolare, petizioni, petizioni al Parlamento Europeo, iniziative dei cittadini europei, per accelerare il programma di sviluppo dell'agenda digitale italiana che in un tale contesto assumerebbe la seguente connotazione: agenda digitale socio-imprenditoriale nazionale italiana.

Questo accordo sinergico tra i cittadini e gli imprenditori (e altre categorie come i sindacati, associazioni di altro tipo, ecc.) determinerebbe lo sviluppo di una entità economico-politica caratterizzata da un enorme potere decisionale e organizzativo sia dei processi politici che economici dell'Italia.

Ad esempio si potrebbe decidere di ridurre le tasse o azzerarle alle aziende e i professionisti che si adeguano al piano sistemico digitale-imprenditoriale innescando processi virtuosi economici e sociali a livello nazionale, in quanto l'industria 4.0, la digitalizzazione dei processi, l'internet of things aumentano la produttività e di conseguenza anche il gettito fiscale indiretto (iva) derivante dalla vendita dei beni e servizi prodotti dalle aziende e professionisti che operano nell'ambito di tale "piano".

Tutte queste azioni devono avvenire in base ad una attenta analisi sistemica dei processi economici, sociali, politici italiani e internazionali per evitare che tali azioni producano disfunzioni sistemiche nella società a livello ecologico, economico, sociale.
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"resistenza politica allo sviluppo dell'agenda digitale italiana*
"ritardo digitale-economico" dell'Italia rispetto agli altri popoli europei**
" http://www.agendadigitale.eu/smart-cities-communities/eurostat-l-italia-digitale-2015-e-un-flop-e-il-2016-e-una-incognita_1883.htm
http://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/fabbriche-digitali-l-italia-sta-mancando-tutte-le-promesse_1873.htm
http://www.forumpa.it/pa-digitale/articolo-29-facciamo-chiarezza-e-avanziamo-proposte
http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/38544_industria-40-e-iot-nulla-di-fatto-nella-legge-di-stabilita.htm
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2015-05-24/pa-ritardo-sull-agenda-digitale-195613.shtml?uuid=ABHvdvlD
http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/38181_agenda-digitale-italia-in-ritardo-recepito-solo-il-50-dei-provvedimenti-attuativi.htm
http://www.corriere.it/economia/15_dicembre_15/debito-pubblico-aumenta-ancora-sfiora-record-22118-miliardi-e1aa1d1a-a311-11e5-8cb4-0a1f343ea988.shtml
http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0135.html
http://www.huffingtonpost.it/2015/07/14/debito-pubblico-record-governo-renzi-non-riesce-a-ridurlo_n_7790902.html
http://www.iltempo.it/economia/2015/11/17/legge-di-stabilita-la-ue-rimanda-renzi-al-2016-1.1480154
http://www.huffingtonpost.it/2015/12/24/italia-ue-2016_n_8873594.html
http://www.msn.com/it-it/money/storie-principali/i-3-funzionari-ue-e-le-critiche-all’italia-«giù-la-produttività-dovete-reagire»/ar-BBo0zF2?li=AAaxHVJ’italia-«giù-la-produttività-dovete-reagire»/ar-BBo0zF2?li=AAaxHVJ
http://ec.europa.eu/digital-agenda/en/digital-agenda-scoreboard

giovedì 7 gennaio 2016

Le startup innovative non dovrebbero pagare tasse se operano secondo un piano sistemico imprenditoriale nell'ambito dell'industria 4.0, internet of things, smart city

    Le ‪#‎startupinnovative‬ che operano nell'ambito dell'‪#‎industria4‬.0, ‪#‎internetofthings‬, ‪#‎smartcity‬ dovrebbero essere esonerate dal pagamento delle ‪#‎tasse‬, ricevere incentivi e supporto tecnico-amministrativo gratuito dalla pubblica amministrazione: lo Stato guadagnerebbe comunque attraverso l'iva sui beni-servizi venduti dalle startup, dalle tasse derivanti dall'indotto sviluppato dalle attività delle startup, ma tali startup dovrebbero svilupparsi nell'ambito di un progetto comune imprenditoriale a livello nazionale (in un'ottica mondiale) relativo all'agenda digitale italiana affinché possano avere un effettivo successo sia in Italia che all'estero (‪#‎pianificazionesistemicaimprenditoriale‬ - ‪#‎pianodigitaleimprenditoriale‬ nazionale)

mercoledì 6 gennaio 2016

Reddito minimo garantito in Italia condizionato ad obiettivi sociali - sviluppo economico-digitale dell'Italia

Il #redditominimogarantito per poter essere efficace sia a fini individuali sia per la #società deve avere funzione di utilità sistemica sociale-economica, quindi non un semplice supporto economico per chi non riesce a trovare #lavoro (condizionato ad una formazione generica e ricerca di lavoro generico), ma un progetto di vita che consenta all'individuo di acquisire una visione chiara delle sue capacità attuali e potenziali, nell'ambito della sua interazione sistemico-sociale, per poter contribuire efficacemente al suo miglioramento e alla espressione soggettiva delle sue #abilità, della sua #creatività e delle sue #ambizioni, e allo stesso tempo contribuire al miglioramento della società:
per questo "#obiettivosociale" il reddito minimo garantito va indirizzato verso lo sviluppo economico-digitale dell'Italia, quindi va condizionato a percorsi formativi e lavorativi inquadrati  nei meccanismi risolutivi delle problematiche socio-economiche che ostacolano il benessere dei cittadini e dei sistemi naturali: inquinamento ambientale, impronta ecologica, povertà, ecc.
Tali "meccanismi risolutivi" sono ampiamente definiti all'interno dell'agenda digitale europea (http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/agenda-digitale-europea):
il reddito minimo garantito potrebbe essere, in un tale contesto, una ottima opportunità per accelerare lo sviluppo dell'agenda digitale.

Reddito minimo garantito utilizzato per ridurre il digital divide culturale in Italia

#agendadigitale #digitaldivideculturale #redditominimogarantito Il reddito minimo garantito dovrebbe essere erogato a condizione che si frequenti corsi di formazione gratuiti di informatica, utilizzo #identitàdigitale, #firmadigitale, #postaelettronicacertificata, #ecommerce #app - #software e #smartphone - #tablet, #servizidigitali, siti #web della #pubblicaamministrazione,
perché in tal modo si ridurrebbe il digital divide culturale (http://www.chefuturo.it/2015/12/litalia-dei-digital-divide/) che ostacola lo sviluppo del digitale in Italia:
l'agenda digitale italiana ha l'obiettivo di migliorare l'economia italiana e le condizioni di vita dei cittadini mediante lo sviluppo delle tecnologie digitali, ma il digital divide culturale impedisce tale sviluppo,
riduce la partecipazione dei cittadini ai processi inerenti alle smart city causando il peggioramento dell'economia italiana, in quanto il livello di attuazione dell'agenda digitale risulta troppo modesto per ottenere un risultato efficace di miglioramento dei processi economici dell'Italia. (http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/agenda-digitale-europea)

Incentivare e accelerare lo sviluppo dell' agenda digitale con la partecipazione dei cittadini che utilizzano i servizi digitali, e delle imprese che operano nel digitale o che utilizzano sistemi digitali ai profitti derivanti dall'economia digitale con un dividendo economico europeo

Si potrebbe incentivare e accelerare lo sviluppo dell' #agendadigitale con la partecipazione dei cittadini che utilizzano i #servizidigitali, e delle imprese che operano nel digitale  o che utilizzano sistemi digitali [es. #ecommerce , #pagamentielettronici, o nell'ambito dell'#industria4.0, #smartcity], ai profitti derivanti dall'attuazione dell'#agendadigitaleeuropea su scala europea: erogando un "dividendo economico europeo" ai cittadini europei in base al livello di utilizzo  dei sistemi digitali da parte dei cittadini e delle imprese sul territorio europeo derivante dall'aumento del prodotto interno lordo europeo relativo all'economia digitale.
Cittadini e imprese dovrebbero registrarsi ad un sito web multilingue  dedicato al progetto per poter monitorare la loro attività digitale e ottenere in seguito agli indicatori del livello di utilizzo dei "sistemi digitali" il corrispondente "dividendo economico europeo" che aumenterebbe in ragione di un maggiore utilizzo dei "sistemi digitali".
Si innescherebbe un meccanismo virtuoso in quanto tale denaro relativo al dividendo economico europeo verrebbe reinvestito in acquisto di beni e servizi sul territorio europeo anziché estero (come la Cina), perché i cittadini comprenderebbero i benefici che ne trarrebbero (cioè l'aumento della quota - ovvero il PIL - sulla quale calcolare il dividendo e quindi un maggiore valore del dividendo)  facendo in tal modo sviluppare  enormemente le imprese sul territorio europeo e l'economia digitale con un conseguente aumento della qualità di vita dei cittadini e miglioramento dei sistemi naturali in seguito al processo della "dematerializzazione".

Della definizione tecnica e legislativa di questa iniziativa potrebbe occuparsi la #commissioneeuropea nell'ambito di uno specifico progetto di sviluppo dell'agenda digitale europea o del programma "Horizon 2020".
Oppure potrebbe essere avviata una "iniziativa dei cittadini europei". (http://www.europarl.europa.eu/atyourservice/it/displayFtu.html?ftuId=FTU_2.1.5.html)
(http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=URISERV%3Asi0016)